Apertura
Autunno 2009, Inverno 2009 e primavera 2010
Sabato, Domenica e Festività
dalle ore 10.30 alle ore 12.30
dalle ore 15.00 alle ore 19.00
Natale 2009
tutti i giorni, ma con orario da definire
Tariffario
- biglietto ordinario: € 3.50
- biglietto ridotto: € 2.00 (scolaresce e gruppi > 15 persone, soci TCI, università 3 età, CRAL, Archeoclub, Membri ICOM)
- biglietto cumulativo per tutti e 4 i musei della rete presso ogni Bookshop museale (Montefiore, Ripatransone, Monterubbiano e Offida) € 10 (anzichè € 14) valido per 6 mesi dall’acquisto
- biglietto omaggio per (residenti, bambini<14anni, anziani>65 anni, ragioni di studio, handicappati, giornalisti, guide turistiche, interpreti
- audioguide gratuite
Contatti
- Tel. del Polo, +39 0734 938743
- Tel. del Comune,+39 0734 939019
Risorse:
- Circuito Museale dei "MuseiPiceni"
- Gallerie Fotografiche
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Polo Museale di San Francesco (*)
La costruzione del complesso conventuale di San Francesco, nella zona ovest del centro urbano di Montefiore dell'Aso, risale al XIII secolo.
Alcune testimonianze attestano l'inizio della fabbrica: una bolla del papa Innocenzo IV, datata 1247, esorta i fedeli alla generosità per il completamento della chiesa e dei fabbricati dei frati Minori; nella stessa chiesa, una lapide riporta la benedizione della prima pietra avvenuta nel 1264 per mano di papa Urbano IV.
La storia del convento è strettamente legata all'evoluzione dell'ordine francescano in terra marchigiana. Superate le difficoltà dei primi anni nei rapporti sia con il clero secolare, sia con gli ordini monastici esistenti (si pensi alla stretta maglia insediativa dei benedettini farfensi), si giunge ad una vera e propria integrazione con la realtà locale.
Il consolidarsi dell'attività dei frati, inoltre, è stata favorita dalla benevolenza del Cardinal Partino, comprovata dal riconoscimento che lo stesso ottenne con la realizzazione del monumento funerario dedicato alla sua famiglia (1302-1311).
L'ampiezza del complesso e l'articolazione degli edifici rivelano l'importanza acquisita nel tempo. Nel 1497 lo si descrive come un convento attivo e vitale.
Eretto secondo i canoni proporzionali delle costruzioni francescane, è citato e descritto nel testo seicentesco Genealogia di Ilario Altobelli. L'autore presenta lo schema del Convento, della Chiesa e dei due Chiostri, uno nella corte interna a scopo meditativo, l'altro, ad uso di hortus conclusus, localizzato nell'attuale piazza di San Francesco.
Dall'analisi completa del manoscritto citato, si deduce che il complesso di Montefiore è riconducibile al prototipo insediativo degli organismi monastici francescani: locali disposti intorno al chiostro principale, la chiesa con disposizione tangenziale ad un lato delle stesso, il refettorio, la Sala Capitolare (forse identificabile con l'attuale Sala De Carolis).
Nel 1653 subì la soppressione innocenziana. Restituito all'ordine tramite acquisto nel 1682, fu sottoposto a restauri. Seguì un nuovo periodo di floridezza testimoniata da una nota del 1818, nel quale se ne documenta l'ottimo stato.
A seguito della soppressione degli ordini monastici, divenuto di proprietà pubblica nel 1860, fu adibito a scuole ed abitazioni private, subendo gravi deturpazioni. Durante la seconda guerra mondiale, fu utilizzato come ricovero per gli sfollati. Seguonirono anni di totale abbandono.
Il complesso conventuale ristrutturato a seguito degli eventi sismici del 1997, è stato destinato dall’Amministrazione Comunale a custodire e promuovere il patrimonio culturale civico. Il nuovo percorso museale si snoda negli ambienti conventuali accogliendo la Sala Carlo Crivelli, il Centro di Documentazione Scenografica Giancarlo Basili, il Museo Adolfo de Carolis, il Museo della Civiltà Contadina, la Collezione Domenico Cantatore. Il complesso museale accoglie inoltre associazioni ed altre attività culturali come la corale cittadina nella sala denominata “La Musica a Montefiore dell’Aso” , la scuola di pittura ed incisione nel “Laboratorio delle Arti e dei Mestieri” , l’artigianato artistico nella “Bottega delle Arti”.
Distribuita all’interno di alcuni locali del Polo museale si trova inoltre la Collezione d’arte contemporanea “Premio Pino Mori”. In essa sono raccolti tutti i primi premi del concorso di pittura avviato nel 1995 e dedicato all’artista nato a Campofilone nel 1920 e morto a Montegiorgio nel 1994.
(*) testi tratti dal sito http://www.museipiceni.it
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L’ampia raccolta, dislocata in diversi locali del complesso, comprende scenografie, documentazione fotografica, schizzi grafici, testi critici e materiale video relativo ai film: Nirvana di Gabrile Salvatores (Italia, 1996), Palombella Rossa di Nanni Moretti (Italia, 1989), La stanza del figlio di Nanni Moretti (Italia, 2000), Notte Italiana di Carlo Mazzacurati (Italia, 1987), L’Amore ritrovato di Carlo Mazzacurati (Italia, 2004), Il Caimano di Nanni Moretti (Italia, 2006), Domani accadrà di Daniele Luchetti (Italia, 1988), Piccoli maestri di Daniele Luchetti (Italia, 1998), Il portaborse di Daniele Luchetti (Italia, 1990), Io non ho paura di Gabriele Salvatores (Italia 2003), Quando sei nato non puoi più nasconderti di Marco Tullio Giordana (Italia 2005), PAZ di Renato De Maria (Italia 2002), Così ridevano di Gianni Amelio (Italia 1998), Le chiavi di casa di Gianni Amelio (Italia 2004), Luce dei miei occhi di Giuseppe Piccioni (Italia 2001), Arriva la Bufera di Daniele Luchetti (Italia 1993).
Si tratta di un materiale documentale importantissimo per chi studia e lavora nel mondo del Cinema Italiana.
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